IL MIO PERCORSO

La mia esperienza nel campo delle medicine alternative, cioè che rimpiazzano completamente la medicina tradizionale, o delle medicine complementari, che possono affiancare le cure mediche tradizionali, inizia molti anni fa. Quando avevo 15 anni infatti passai un periodo di forti mal di testa refrattari ad ogni tipo di cura allopatica (cioè basata sull’uso di medicinali) e di notti dominate dall’insonnia: questo cokctail esplosivo mi portò in breve ad una brutta depressione che solo chi ha provato può sapere quanto questa malattia è tremenda. Ovviamente provai tutte le cure della medicina tradizionale, ovviamente senza alcun risultato. Quest’ “ovviamente” è forse una mia inclinazione negativa alla pratica medica tradizionale, forse anche ingenerosa poiché la scienza medica occidentale ha dei grandi meriti e conquiste come la chirurgia, ma col tempo ho capito che l’unico approccio veramente risolutivo si basa su un approccio solistico, trovando anche le connessioni emozionali al disagio fisico. Nel mio particolare caso mi affidai alla pratica dello yoga, che iniziai con un po’ di scetticismo, come l’ultima spiaggia di una situazione sfinente, ma comunque come una scelta mia, persino osteggiata e derisa in famiglia. Nel giro di un mese ero completamente guarito e le mie giornate da buie che erano divennero piene di sole e di ottimismo.

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Da allora la mia formazione ha seguito due binari che molti vedono divergenti ed opposti e che invece dimostrerò portano alla stessa stazione: la verità. Il primo binario è la strada maestra dell’occidente, la strada della conoscenza scientifica illuminista, materialista, positivista, che dal generale va nel particolare e ne sviscera tutti i segreti. Il secondo binario è costituito dalle antiche conoscenze di varie culture antiche che avevano studiato il corpo, la psiche e lo spirito per conoscenza diretta, che avevano prodotto medicine dove dal particolare si arrivava al generale, dove tutto era connesso al Tutto, dove non esiste separazione, dove la visione è ad un altro livello di consapevolezza.

Questi due binari si sono a lungo scontrati. Emblematico è il caso dell’agopuntura, per molti anni studiata senza essere capita dalla scienza occidentale, ma poi accettata a causa dei suoi indiscutibili successi fino ad essere espropriata dal suo contesto olistico per finire nelle mani di medici tradizionali, con mire oltretutto monopolistiche, che la usano meccanicamente al posto di un rimedio allopatico, perdendo quella visione “altra”, quel livello di consapevolezza di cui tanto avrebbe bisogno la scienza occidentale.

Accanto agli studi tradizionali del Liceo Scientifico e del Corso di Laurea in Fisica, studiai e provai anche varie tecniche terapeutiche, studiando questo corpo energetico su cui esse per lo più si basano e che viene ignorato nella cultura occidentale, a parte qualche atto di fede legato alle religioni trascendenti.

Per una curiosa combinazione, in realtà per sincronicità, mi trovai nello studio del professore Ugo Facchini per proporre alcuni temi per la mia tesi di laurea. In quel momento gli arrivò una telefonata da un suo collega della Facoltà di Medicina: il professor Solimene. Fui molto incuriosito dal tema della loro conversazione: i biofotoni. Non ne avevo mai sentito parlare, e allora finita la telefonata, con un po’ di “muso rotto” (come dice mia madre) gli chiesi cosa fossero questi biofotoni. Quando finì di parlarmene avevo deciso: quella era la mia tesi!

Così arrivai, tramite il professor Solimene, al professor Danila Codazza che, insieme al professore Facchini, era relatore della tesi. Per completare il puzzle Facchini mi fece conoscere il fisico e costruttore di apparecchi scientifici dottor Motolese, che aveva costruito un luminometro. Questo strumento si trovava in una laboratorio di Monza (il C.A.M.M. diretto dal professor Molina) che collaborò attivamente con il lavoro di ricerca, svolto sull’emissione di biofotoni da parte di vari tipi di batteri.

Il lavoro fu coronato nell’ottobre 1997 da un bell’esame di laurea, e nel 1998 ne fu tratto un articolo che fu pubblicato su “Il Nuovo Cimento”, la più importante rivista di fisica italiana con respiro internazionale.

Fu con rabbia che lessi ancora su giornali, siti internet o altre fonti, persone (spesso anche fisici) dire per ignoranza o in malafede che i biofotoni erano un’invenzione, che non c’era niente di vero e provato…è meglio che taccio riguardo a ciò che penso di questi signori!

L’altro binario della conoscenza fu percorso grazie all’approfondimento dello yoga e del corpo energetico, nella lettura di libri avvincenti come “La Profezia di Celestino”, libro dal quale imparai tra l’altro a vedere il corpo eterico (il primo dei cosiddetti “corpi sottili”, il più facile da vedere), in varie terapie vibrazionali come l’agopuntura, che praticai con molto successo su di me, la cristalloterapia, la piramidologia e quindi l’uso delle piramidi a scopo terapeutico.

Proprio una vacanza in un convento di suore cattoliche brasiliane in un paesino nel nord d’Italia, per sincronicità, mi portò al “Body Alignment” o “Allineamento Corporeo”. Infatti, sentendo fisicamente l’energia della piramide, chiesi alla suora esperta di piramidi dove potevo comprarne una che fosse costruita bene e non fosse troppo costosa. Mi diede un numero di telefono che corrispondeva a Gianni Bonas, fondatore anche del “Centro Equilibrio” di Mestre. Comprai quindi un paio di piramidi e leggendo il giornalino del suo centro fui incuriosito da una terapia mai sentita prima che si chiamava appunto “Body Alignment”, e di cui organizzavano il relativo corso. Inizialmente non fui particolarmente attratto, ero più invogliato a seguire corsi di tecniche famose come lo Shiatsu o l’Agopuntura, ma poi qualcosa dentro di me mi disse che poteva essere una cosa interessante, che se anche solo alcune cose descritte nell’articolo erano vere allora si doveva trattare di qualcosa di veramente interessante.

Feci il primo corso e mi ricordo che era tale l’entusiasmo che dentro di me mi continuavo a dire:’come sono felice di essere qui!’.

Subito sentii per la prima volta che questa cosa era da condividere, che dovevo praticarla anche su altre persone; ricordo ancora con gioia il primo grande successo su una signora che aveva subìto un incidente stradale e non poteva muovere il collo a causa del colpo di frusta: dopo circa un’ora di trattamento questa signora si alzò, mosse il collo sorpresa e disse:’ma io non sento niente!’. Ero veramente felice.

Vennero poi i corsi successivi (a novembre del 2004 ho seguito il training teachers, corso per insegnare il primo livello di Body Alignment, e il Quinto Livello, ultimo corso completando l'intero ciclo) e successi ancor più grandi, e il percorso spirituale andava sempre più in profondità, sempre più lontano dall’ovvio. Ciò mi procurò anche problemi, poco tempo a mia disposizione (tutt’ora ho due lavori, il primo come programmatore informatico e il secondo legato al Body Alignment), priorità diverse da prima che davo nella mia vita, ma soprattutto la distanza con molte persone che non capivano e non capiscono quello che faccio, persone anche molto vicine. Sentirsi come uno straniero sulla terra alle volte è un ruolo difficile da sostenere. Proprio per questo sento come uno scopo importante, in cui sono disposto a dare il mio piccolo contributo con tutte le forze di cui sono capace, di unire questi due binari apparentemente distanti, di scoprire o riscoprire importante esperimenti fatti nel mondo della scienza e però legati al corpo energetico o alle terapie olistiche e vibrazionali, per trovare una visione più alta, ad un livello di coscienza superiore, perché si possono spiegare questi argomenti anche attraverso la scienza occidentale, e non solo per fede o per esperienza diretta (cosa che comunque è in principio migliore), dando dignità scientifica a queste conoscenze per facilitare questo salto quantico che deve essere fatto di conoscenza e di trattamento delle malattie, per finire nel capire chi siamo, dove siamo e dove andiamo.

Siamo solo all’inizio di questo unico ed affascinante viaggio. Allacciate le cinture, e non abbiate paura. Paura di mettere in gioco le vostre conoscenze, i vostri pregiudizi, le vostre abitudini mentali, non abbiate paura di guardarvi dentro e di guardarvi fuori, non abbiate paura perché in realtà non esiste niente di cui voi dobbiate averne.

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